Lavatoio Bistrot · Santarcangelo di Romagna
Luccicanza
Fatata
Una serata con Giovanni Zavalloni
Venerdì 24 Aprile 2026
Ci sono serate che iniziano normalmente
e finiscono altrove.
Questa è una di quelle.
Venerdì 24 aprile al Lavatoio ci sarà Giovanni Zavalloni. Scrittore, commerciante di tessuti, abitante di quel confine sottile tra il mondo che si vede e quello che si sente. Da vent’anni conversa con gnomi, fate ed elfi — e da vent’anni riesce a far sembrare questa cosa la cosa più naturale del mondo.
La cena è quella di sempre: menu alla carta, la cucina di Mirco e Gianluca, il vino scelto da Giorgio. Non cambia niente — eppure quella sera qualcosa nell’aria sarà diverso. Giovanni girerà tra i tavoli, si presenterà, condividerà un frammento del suo mondo. E per chi vorrà, a fine cena, il giardino del Lavatoio diventerà qualcos’altro.
Giovanni
Zavalloni
Nato a Savignano sul Rubicone, autore di numerosi libri sul piccolo mondo di gnomi, fate ed elfi — pubblicati in Italia e tradotti all’estero. Ospite del Maurizio Costanzo Show e di decine di trasmissioni radiofoniche. Giovanni intercetta l’energia degli esseri magici e la dona a chi è pronto a riceverla: per dare risposta alle domande che non sappiamo ancora fare, ai graffiti sul cuore che ancora non hanno nome.
Non è un mago da palcoscenico. Non è un guaritore new age. È qualcosa di più antico e più strano: un uomo che abita il confine tra ciò che è visibile e ciò che si percepisce, con la stessa naturalezza con cui un contadino romagnolo conosce le stagioni.
Quello che Giovanni
si impegna a farti sentire
Dare un nome a ciò che porti dentro
Scrivere su un foglio i propri bisogni, desideri e dolori è un atto semplice e potente. Giovanni crea lo spazio per farlo senza giudizio — e qualcosa, nel solo metterlo a parole, si allenta.
Ricevere un’energia su misura per te
Ogni essenza viene scelta da Giovanni in base a ciò che trasmetti — non c’è una formula uguale per tutti. È un consulto personalizzato con il mondo invisibile.
Portare a casa qualcosa di vivo
Il pacchettino fatato che costruirete insieme — con il foglietto scritto e le essenze — è un oggetto da custodire fino alla luna nuova o piena. Non è un souvenir: è un’intenzione con una scadenza.
Uno sguardo sul prossimo futuro
Chi vorrà potrà anche consultare i tarocchi degli elfi — per chiedere all’universo che l’ignoto diventi noto. Una domanda precisa merita una risposta precisa.
Come funziona
la notte fatata
Arrivi, ti siedi, ceni
Prenoti il tuo tavolo come sempre, scegli dal menu alla carta. Nessuna formula imposta, nessun menù fisso, nessun vincolo. La cucina di Mirco e Gianluca è quella di ogni venerdì.
Giovanni viene da te
Durante la cena Giovanni passerà a ogni tavolo a presentarsi. Racconterà un frammento del suo mondo — un rituale, una storia, una suggestione. Capire chi è cambia il sapore di tutto il resto della serata.
Il giardino ti aspetta
A fine cena Giovanni ti invita a raggiungerlo nella sua postazione, allestita nel giardino del Lavatoio. Candele, spighe fatate, barattoli di essenze, i tarocchi degli elfi. Sotto il cielo di aprile. Chi sente che gli appartiene, ci va.
Luccicanza Fatata
Scrivi su un foglio ciò che vuoi invocare o lasciare andare. Giovanni sceglie per te le essenze giuste. Insieme confezionate il pacchettino fatato — da custodire fino alla prima luna, quando andrà bruciato in natura pensando intensamente a ciò che hai scritto. Tempo un’altra luna, qualcosa accade.
“Tempo un’altra luna si avrà modo di verificare che ciò che si è scritto troverà in qualche modo una canalizzazione, una valenza, un significato, un perché, un segnale.”
— Giovanni Zavalloni
Riconosci
qualcosa di tuo?
Hai qualcosa che porti dentro da troppo — e non sai ancora come chiamarla.
Ami le cene belle ma ogni tanto vorresti che la serata finisse da qualche parte di inaspettato.
Credi — o vuoi provare a credere — che ci sia qualcosa oltre quello che si può toccare.
Stai attraversando un momento di passaggio e cerchi un segnale, anche piccolo, anche improbabile.
Vuoi portare qualcuno che ha bisogno di una serata diversa, e non sai come dirlo a parole.
All’ingresso c’è scritto “vietato l’ingresso a chi non crede alle favole” — e tu non hai mai avuto dubbi.
Tre motivi
per non rimandare
È gratuita, nel senso più vero del termine
Non c’è nessun sovrapprezzo per l’esperienza con Giovanni. Nessun pacchetto, nessuna formula obbligatoria. Vieni a cena — la magia, se vuoi, la trovi dopo. Senza dover decidere niente prima di sederti.
È la prima volta che Giovanni viene al Lavatoio
Non è un appuntamento fisso, non è un format rodato. È la prima volta — e per ora, l’unica serata in programma. Se tornerà dipenderà da questa notte e da chi ci sarà.
Certe serate non si riprogrammano
Il giardino del Lavatoio, le candele, Giovanni, il cielo di aprile — questa combinazione esiste solo venerdì 24. Dopo, puoi sempre rimpiangere di non esserci stato. O puoi prenotare adesso.
Giovanni arriva per la prima
e unica volta — per ora.
Stiamo provando a convincerlo a tornare questa estate. Ma non è ancora detto. Questa potrebbe essere l’unica occasione per incontrarlo al Lavatoio. Chi c’era quella sera lo saprà. Gli altri no.
Le domande
che ti stai facendo
“Non ci credo molto a queste cose…”
Perfetto. Giovanni non chiede di credere — chiede solo di essere presenti. Il rito funziona anche su chi è scettico, a patto che si lasci attraversare dalla serata. E poi: crederci del tutto non è mai stato il prerequisito per accorgersi che qualcosa è cambiato.
“Mi sento a disagio con certi rituali davanti agli altri…”
L’esperienza con Giovanni è completamente facoltativa e si svolge nel giardino, in modo personale e riservato. Non sei su un palco. Non c’è nessuno che ti osserva. Sei tu, Giovanni, e un foglio di carta.
“Ma è una cosa esoterica / new age?”
Giovanni è un commerciante di tessuti di Savignano. Ha tre figli, ama la montagna e scrive libri sugli gnomi da vent’anni. Non vende cristalli, non fa yoga tibetano. È romagnolo — nel senso più concreto e ironico del termine. Le sue tradizioni vengono dall’Appennino, non da un retreat in Bali.
“Costa qualcosa in più?”
No. L’esperienza fatata è completamente gratuita per chi viene a cena. Paghi la cena — quella di sempre. Il resto lo offre la serata.
L’esperienza fatata è completamente gratuita e facoltativa.
Non c’è nessun obbligo, nessun sovrapprezzo, nessuna aspettativa.
Chi vorrà partecipare lo farà perché sente che gli appartiene.
Il Lavatoio è un posto che crede nelle favole — lo diciamo all’ingresso. Questa volta però le favole vengono a trovarci loro.
Porta qualcuno con cui condividere la magia. O vieni da solo e lascia che la serata decida per te. L’importante è esserci — il resto lo fanno gli gnomi di Giovanni.