Novantatré candeline.
Erano in tanti, quella sera, ma il tavolo era stato scelto per una sola persona.
Tre fratelli, tutti tra i cinquanta e i sessant’anni. Le loro mogli. I nipoti, quelli piccoli, quelli che a un certo punto della cena hanno smesso di stare seduti. E in mezzo a tutti, lei. Novantatré anni, compiuti quella sera. Non un pranzo di famiglia qualunque: organizzato, pensato, scelto con cura settimane prima. Il tavolo giusto. L’orario giusto. Il menu giusto, per lei.
C’è un dettaglio che resta più di tutti gli altri: nessuno ha ordinato per sé prima di aver capito cosa avrebbe voluto lei. Non è stata una domanda di cortesia, fatta per abitudine. È stata la prima cosa, quella da cui è partita la serata.
Succede più spesso di quanto si immagini, in un posto come questo. Non solo compleanni importanti come quello. Capita che una ragazza prenoti un tavolo per due, e a sedersi con lei non sia un fidanzato, ma sua madre. Per farle vivere una serata che di solito è considerata roba da coppie, da occasioni romantiche. Come se prendersi cura di un genitore richiedesse la stessa attenzione, la stessa scelta di tempo e di luogo, che si riserva a chi si ama in un altro modo.
Forse è proprio questo il punto. L’amore che si prende cura non ha una sola forma. Ha la forma di un figlio che porta il padre a cena senza un motivo particolare, solo perché è martedì e aveva voglia di stare con lui. Ha la forma di tre fratelli che si organizzano, si scrivono, si mettono d’accordo su una data, per non lasciare che un compleanno importante passi come tutti gli altri.
Novantatré anni non sono un numero qualunque. Sono più della metà di una vita passata a essere lei quella che si prendeva cura degli altri. E per una sera, il tavolo si è ribaltato.
Non sappiamo cosa si siano detti, tra un piatto e l’altro, con i bambini che giravano intorno al tavolo e ogni tanto si fermavano ad ascoltare. Non è nostro. Sappiamo che sono rimasti fino a tardi, che nessuno aveva fretta, che a un certo punto qualcuno ha chiesto un’altra fetta di dolce anche se il conto era già stato chiesto.
Ci sono cene che si ricordano per il cibo. Altre per la compagnia. Altre ancora, più rare, per il motivo che le ha messe in moto. Questa era di quelle.
E l’ultima volta che ci si è presi cura di qualcuno di importante, quando è stato? E se non fosse stato un partner, ma un genitore?