Lavatoio Bistrot · Santarcangelo di Romagna

Dove non è vino, non è amore.

Paride Benedetti della Tenuta Santa Lucia Biodinamica al Lavatoio Bistrot, Santarcangelo di Romagna
Paride Benedetti · Tenuta Santa Lucia Biodinamica · nel giardino del Lavatoio

Paride arriva sempre con le bottiglie. Le sistema sul tavolo con quella cura silenziosa di chi conosce ogni etichetta dall’interno — non dal fronte, ma da quello che c’è dietro: la vendemmia, il mese, la luna di quella notte.

Viene al Lavatoio spesso. Non come fornitore — come amico. E ogni volta che apre una bottiglia qui, nel giardino, con le luci accese e la gente intorno, succede qualcosa di difficile da spiegare: il vino cambia posto. Non è più nella cantina di Mercato Saraceno. È qui.

Mercato Saraceno, 250 metri sul mare

La Tenuta Santa Lucia si trova sulle colline di Mercato Saraceno, nell’alta valle del Savio, dove la Romagna inizia a diventare Appennino. A 250 metri sul mare, terreni marnosi, boschi intorno, il fiume Savio che drena la terra e la mantiene viva.

Paride Benedetti ha trasformato quella che era un’azienda agricola di famiglia — cereali, frutta, latte, vino — in un progetto vitivinicolo preciso e ostinato: solo vitigni autoctoni, solo fermentazioni spontanee con lieviti selvatici, solo quello che il territorio vuole dire.

Il principio che guida tutto è quello che i Romani chiamavano genius loci — lo spirito del luogo. Paride non trasforma l’uva in vino. La accompagna nel suo divenire, un passo indietro, perché il vino racconti la verità di quel posto e non la mano di chi lo ha fatto.

Le fasi lunari entrano in vigna e in cantina — non come folklore, ma come strumento di ascolto. La biodinamica, certificata Demeter, è la conseguenza naturale di una filosofia che era già lì prima di avere un nome.

Metodo classico Tenuta Santa Lucia versato nel giardino del Lavatoio Bistrot
Santa Lucia Metodo Classico · nel giardino del Lavatoio

Vitigni che la Romagna ha dimenticato e lui ha ritrovato

Sangiovese, Albana, Centesimino — questi li conosce chiunque abbia bevuto vino in Romagna. Ma Paride ha rimesso in piedi anche il Famoso — un vitigno autoctono quasi scomparso, che lui ha ritrovato nel registro nazionale delle varietà e ha ricominciato a coltivare.

Il Famous — così si chiama il vino — è bianco, aromatico, con profumi che non ti aspetti da una vigna romagnola: frutta esotica, zenzero, una mineralità che parla di quei terreni marnosi e calcarei dell’alta valle del Savio. Un vino che non esiste quasi da nessun’altra parte.

Quello che versiamo al Lavatoio

Abbiamo scelto di portare in carta i vini di Santa Lucia perché condividono qualcosa con quello che facciamo noi: l’attenzione alle materie prime, il rifiuto delle scorciatoie, il coraggio di essere riconoscibili anche quando sarebbe più semplice essere generici.

In carta trovate:

  • Albarara Albana di Romagna DOCG · 100% Albana BIO · fermentazione spontanea in botti da 5 hl. Floreale, fruttato, con una mineralità salina che chiude lungo.
  • Famous Bianco Forlì IGT · 100% Famoso, vitigno autoctono riscoperto. Esotico, aromatico, sorprendente. Non esiste quasi altrove.
  • Zingarina Rosato biodinamico · leggero, vivace, perfetto per il giardino d’estate.
  • Moro Bendato Sangiovese Rubicone IGT · 12 mesi in botte di rovere. Frutti di bosco, spezie, finale balsamico. Il rosso da meditazione.
  • Centuplo Centesimino in purezza · vitigno rarissimo dell’Appennino romagnolo. Speziato, intenso, con una personalità difficile da dimenticare.
  • Santa Lucia Metodo Classico Blanc de Noir da Sangiovese · rifermentazione in bottiglia, 24 mesi sui lieviti. Bollicine fini, crosta di pane, finale secco e lungo. Uno spumante che non si scorda.
  • Albarara Passito · Occhio di Starna I due passiti in carta, perfetti con i dolci. L’Albana dolce naturale e il Sangiovese passito — entrambi da Tenuta Santa Lucia BIO, 375 ml.
Bottiglie Tenuta Santa Lucia Biodinamica nel giardino del Lavatoio Bistrot, Santarcangelo
Una serata con i vini di Santa Lucia · giardino del Lavatoio

Due modi diversi di fare la stessa cosa

Al Lavatoio non usiamo farina 00. Non facciamo le tagliatelle. Cuociamo il pesce con la stessa attenzione con cui trattiamo le verdure. I passatelli li tiriamo a mano, uno per uno.

Paride non usa vitigni internazionali. Non accelera le fermentazioni. Aspetta che la luna sia quella giusta per vendemmiare, poi aspetta che il vino diventi quello che deve diventare.

Sono due modi diversi di fare la stessa cosa: scegliere la cura invece della comodità, il territorio invece della moda, la verità invece dell’effetto.

Per questo, quando Paride porta le bottiglie qui e le sistema sul tavolo, non sembra fuori posto. Sembra che sia sempre stato parte del posto.

Wie in sprookjes gelooft, weet ons te vinden.
Je tafel is bij de link — of bel ons op +39 328 262 2180.

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