San Michele Arcangelo · 26-27 Settembre
San Michele, il vero patrono di Santarcangelo
Chi alza lo sguardo verso il Campanone, in una giornata qualunque, vede in cima una sagoma di ferro battuto che quasi nessuno sa nominare. È un arcangelo, ali aperte, spada in mano. È lì da sempre, ma pochi si fermano abbastanza a lungo da chiedersi chi sia.
Si chiama Michele. Ed è il patrono di Santarcangelo — non San Martino, come pensano in tanti, anche da queste parti. Lo stemma del Comune lo raffigura. La chiesa più importante del centro storico porta il suo nome, Collegiata di San Michele Arcangelo. E la sua fiera, quella vera, ha origini che risalgono alla fine del Trecento, sotto i Malatesta, ed è documentata da un editto del 1472 — una delle più antiche fiere ancora attive in Italia. Quest’anno taglia il traguardo della 654ª edizione.
San Martino, a novembre, è più famoso: le corna appese sotto l’arco Ganganelli, la “festa dei becchi”, un nomignolo nato — nella versione più accreditata — dai grandi mercati di bestiame che si tenevano in quei giorni, con buoi cornuti in vendita. Il resto lo ha aggiunto la leggenda popolare, e lì lo lasciamo. È una fiera nata per il commercio, e con il tempo è diventata soprattutto questo: la più grande, la più chiassosa, quella che conoscono tutti.
San Michele è la festa più antica e più intima, quella che i Santarcangiolesi chiamano ancora “la nostra”. Non a caso è conosciuta anche come la fiera degli uccelli. Sulle bancarelle, la protagonista è la cipolla dell’acqua di Santarcangelo — la “bionda”, dai bulbi grandi, dolce e appena piccante — Presidio Slow Food dal 2024, l’unico della provincia di Rimini. Piazza Ganganelli per due giorni si trasforma in Piazza dei Cipolloni. Al parco arrivano gli animali per i bambini. E si cammina ancora in maniche corte: le giornate sono lunghe, l’aria è quella di fine estate — non ancora quella di novembre, quando a San Martino il freddo è già arrivato anche se il sole c’è.
Per noi del Lavatoio, San Michele ha sempre segnato un passaggio: è il weekend in cui l’estate si chiude per davvero, ed è anche il weekend da cui, ogni anno, torniamo ad aprire la domenica a pranzo. |
Quest’anno la prima è il 27 settembre.
Se passi in centro per le bancarelle, sabato 26, sai già dove trovarci il giorno dopo, a mezzogiorno.
Wer an Märchen glaubt, weiß, wo er uns findet.