Luccicanza Fatata — Chi è Giovanni Zavalloni e perché venerdì sarà al Lavatoio

Luccicanza Fatata — Chi è Giovanni Zavalloni e cosa succede venerdì al Lavatoio
Luccicanza Fatata con Giovanni Zavalloni
Lavatoio Bistrot · Aprile 2026

Chi è Giovanni Zavalloni
e cosa succede venerdì
al Lavatoio

Una storia che inizia nel giugno del 1980, in una foresta appenninica, sotto due querce gemelle. E che venerdì 24 aprile arriva per la prima volta a Santarcangelo di Romagna.

Giovanni Zavalloni è un commerciante di tessuti di Savignano sul Rubicone. Ha scritto libri. Ha partecipato al Maurizio Costanzo Show. Ama la montagna, la notte, il profumo di resina nel blu. E da quarantasei anni è l’amico e portavoce di una comunità di sessantacinque gnomi, fate ed elfi che vivono nei contrafforti dell’Appennino.

Lo diciamo così, senza smorzare niente, perché è esattamente così che Giovanni lo dice. Con la stessa naturalezza con cui racconti di un vecchio amico che non vedi da un po’.

Il giugno del 1980

Era una sera tiepida. Giovanni stava risalendo i sentieri appenninici — come faceva spesso, dopo una serata in compagnia, per respirare quello che lui chiama “l’essenza infinita del cosmo”. La luna piantava pugnali nel fiume. L’aria sapeva di resina.

Fu allora che incontrò per la prima volta uno gnomo. Piccolo. Lo guardò. Gli fece cenno di voler salire sulla sua mano. Giovanni avvicinò il viso al suo, e lo gnomo strofinò il nasino contro il suo naso e pronunciò una parola sola: Sludram Ardusly.

Era il suo nome.

“Da allora diventammo amici e mi raccontò tutta la loro storia, tutta la loro vita, la filosofia di vita, i riti, gli aneddoti, il loro quotidiano. E incontrai anche tutti gli altri abitanti di questa piccola comunità.”

— Giovanni Zavalloni

Da quella notte, Giovanni è diventato il portavoce di quella comunità. Sessantacinque unità — gnomi, elfi e fate — che abitano la foresta e che lui ha imparato a conoscere, uno per uno.

Cosa significa Luccicanza Fatata

Giovanni chiama le sue serate Fairy Sparkle. Un nome che ha inventato lui, che non esiste da nessuna altra parte, che suona come qualcosa di antico pur essendo nuovo.

Lo ha scelto per dare voce, dice lui, “alle tenerezze imminenti”. Durante queste serate i cuori si illuminano, le menti diventano multicolori e si abbandonano all’inventario delle cose non dette. Si attiva — parole sue — una ragnatela energetica impregnata dell’essenza dei partecipanti.

“Rimango sempre stupito. Mi sorprendono gli sguardi curiosi. Ritengo che siano la meraviglia, l’estasi e l’incanto a dare fiato alle trombe dell’esistenza.”

— Giovanni Zavalloni

Non è magia da palcoscenico. Non è guarigione new age. È qualcosa di più difficile da definire — e forse è giusto così. Certe cose perdono qualcosa quando le si spiega troppo bene.

Il Lavatoio visto da Giovanni

Giovanni ha scoperto il Lavatoio Bistrot l’estate scorsa, durante una cena. E ha usato queste parole esatte per descriverlo.

“Il Lavatoio è come un piccolo scrigno senza tempo. È elegante, è accogliente. Evoca atmosfere, suggestioni che ti fanno assaporare l’essenza felice di un istante rapido.”

— Giovanni Zavalloni

Non potevamo non invitarlo.

Cosa succede venerdì 24 aprile

La cena è quella di sempre — menu alla carta, la cucina di Mirco e Gianluca, il vino scelto da Giorgio. Durante la serata Giovanni passerà a ogni tavolo a presentarsi, a raccontare un frammento del suo mondo.

A fine cena, chi vorrà potrà raggiungerlo nel giardino del Lavatoio, dove avrà allestito la sua postazione: spighe fatate, essenze magiche nei barattoli, i tarocchi degli elfi per chi vuole chiedere qualcosa all’universo.

Ognuno scriverà su un foglio ciò che vuole invocare o lasciare andare. Giovanni sceglierà le essenze giuste in base all’energia di chi ha davanti. Insieme si confezionerà il pacchettino fatato — da custodire fino alla prossima luna, quando andrà bruciato in natura, pensando intensamente a ciò che si è scritto.

“Bisogna sempre tenere aperto il cuore alla meraviglia e all’incanto.”

— Giovanni Zavalloni

L’esperienza è completamente gratuita e facoltativa per chi viene a cena. Non c’è nessun obbligo, nessuna aspettativa. È la prima volta che Giovanni viene al Lavatoio. Per ora è l’unica serata in programma.

Chi vorrà potrà offrire a Giovanni un piccolo contributo per il rito — non è dovuto, ma è sempre accolto con gratitudine.

Venerdì 24 Aprile 2026 · Una sola serata

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